Con le temperature in discesa, i virus circolano di più e i malanni da raffreddamento mietono le prime vittime.

Per la stagione 2017-2018 sono previsti dai 4 ai 5 milioni di casi di influenza e 8-10 milioni di sindromi provocate da altri virus respiratori, ma molto dipenderà dal meteo, come ricorda Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’Università di Milano. «Se questo inverno dovesse essere lungo e freddo si avranno molti più pazienti influenzati. Se, al contrario, fosse più mite, saranno invece i virus “cugini” dell’influenza, quelli parainfluenzali, a essere avvantaggiati».

Ma come distinguere l’influenza dalle altre sindromi da raffreddamento? È “vera influenza” solo se si rileva la cosiddetta “triade”, cioè tre condizioni presenti allo stesso tempo: febbre elevata (più di 38°) che sale di colpo, sintomi sistemici (dolori muscolari e articolari) e sintomi respiratori (tosse, naso che cola, congestione o secrezione nasale o mal di gola). «In caso di contagio il riposo resta un’arma fondamentale per aiutare l’organismo a sconfiggere i virus» fa notare Pregliasco.

Utili i farmaci di automedicazione per alleviare i sintomi, da evitare invece l’uso degli antibiotici di propria iniziativa, cosa che, purtroppo, ancora fanno più di due persone su 10, come segnala un’indagine di Assosalute.