Negli ultimi anni i consumatori sono diventati sempre più consapevoli dei propri acquisti e sempre più attenti alle materie prime utilizzate per comporre determinati prodotti, anche nel settore cosmetico.

L’attenzione alle tematiche “green” e “safety” o “dermocompatibili” sono diventate quindi componenti fondamentali nel processo decisionale del potenziale cliente che, nonostante tutto, a volte fatica a barcamenarsi tra le varie differenze che esistono nelle varie categorie di cosmetici.

Le differenze nei prodotti cosmetici naturali

Cosa vuol dire “cosmetica naturale”? Molto semplicemente con l’espressione “cosmetica naturale” si intendono i prodotti creati con ingredienti di origine vegetale e perciò differenti dai “cosmetici eco-bio” che sono sempre formulati con ingredienti di origine vegetale ma provenienti da agricoltura di tipo biologico.

Questi ultimi sono detti anche “organici” ed oltre a differenziarsi per il metodo di trattamento estendono la loro naturale attenzione all’ecologia anche nel packaging, realizzato con materiali riciclati e biodegradabili.

I cosmetici naturali sono composti da sole materie prime vegetali?

Volendo fare una classifica tra le domande che più spesso ci vengono poste nel nostro reparto di dermocosmetica, probabilmente questa occuperà la prima posizione.

Dobbiamo, quindi, fare chiarezza su questo punto: i cosmetici definiti “naturali” contengono al massimo il 10% di origini vegetali pure alle quali è necessario aggiungere una determinata quantità di altri prodotti ottenuti dalla trasformazione delle stesse sostanze vegetali.

Perché? Non certo per cattiva volontà del produttore ma per una ragione tecnica: occorre che nei composti vengano utilizzate sostanze utili per legare i vari ingredienti e per preservare il prodotto da inquinamenti batterici (conservanti) e da deterioramenti ossidativi (preservanti antiossidanti).

Bisogna quindi tenere presente che, tranne che in poche tipologie di cosmetici (come alcuni oli, burri e unguenti) non è tecnicamente possibile produrre un cosmetico al 100% naturale. Il risultato finale che rispetta queste specifiche caratteristiche riporta sulle etichette delle certificazioni che garantiscono il consumatore circa gli ingredienti e la loro composizione di origine naturale.

Le differenze nei prodotti cosmetici “safety” o “dermocompatibili”

Gli ingredienti che è possibile adoperare nei cosmetici sono quelli presenti nel Nomenclatore Europeo. Per quelli che presentano parametri tossicologici potenzialmente pericolosi (es. conservanti), la Direttiva Europea stabilisce le massime concentrazioni d’uso.

Questi parametri sono stabiliti con grande prudenza dalla Commissione Europea formata dai massimi esperti del settore e vengono aggiornati periodicamente in base alle nuove acquisizioni scientifiche.

Possiamo quindi ritenere che i cosmetici regolarmente in commercio in Europa, se ben prodotti, non possono risultare dannosi per la salute umana. Ultimamente però è sorta l’abitudine, piuttosto criticabile, da parte dei produttori di dichiarare l’assenza di alcuni ingredienti come ad esempio i Parabeni, i Siliconici, gli Oli Minerali, gli Emulsionanti Etossilati, etc.

Questo ha fatto si che si creasse una nuova categoria di cosmetici impropriamente chiamata “safety” o “dermocompatibili”, termini generici piuttosto immotivati ma che hanno grande presa emozionale sul pubblico.

Rimane però il principio che un cosmetico di alta qualità deve presentare grassi chimicamente simili a quelli del sebo umano e conservanti con il minor tasso percentuale di fenomeni allergici ma, in assenza di una specifica normativa, queste qualità non sempre vengono rispettate nei prodotti che si autodefiniscono “safety” o “dermocompatibili”.

Qual è il ruolo della farmacia nel settore della cosmetica?

Quando parliamo di prodotti complessi come quelli del campo cosmetico è necessario rivolgersi ad un professionista che sia in grado di offrire una consulenza specifica prima di decidere a quali linee affidarsi.

La figura del farmacista specializzato (o esperto in tecnica cosmetologica) permette al consumatore di essere più tutelato e di poter affrontare una scelta in modo consapevole e perfettamente allineata con le sue specifiche esigenze.

Egli infatti, in base alle sue conoscenze chimiche, è in grado di leggere ed interpretare la formula qualitativa che obbligatoriamente deve essere riportata sulla confezione.

Inoltre, poiché in cosmesi non esiste un vero rapporto qualità/prezzo, il farmacista cosmetologo è in grado di consigliare per il meglio. Come possiamo facilmente immaginare la pelle è un argomento delicato e va gestito con cura e professionalità, qualità necessarie per poter consigliare nel miglior modo possibile il cliente facendo in modo che la scelta di un prodotto piuttosto che un altro porti dei vantaggi evidenti senza in alcun modo provocare danni e/o fastidi.

Dott. Ettore Brunello Florio